INCONCEIVABLE - CAPITOLO 1, Qualcosa sta cambiando (Parte 3/3)
19 Agosto 2053 – 15.10, Goblin Settimo, Settimo Torinese
“Tappo 4, wratta!”, disse Daniele. “Bastardo!”, replicò Davide. Era una giornata qualunque al Goblin Settimo. Tutti giocavano a qualcosa. Il Goblin Team, come di consueto, testava mazzi di Magic. Dopo il ban di Jace, The Mind Sculptor e Stoneforge Mystic si era creata un po' di maretta ma indubbiamente una nuova vena creativa volta ad innovation e a nuove strategie. Dalla saletta dietro venivano voci stridule di bambini che giocavano a Yu-gi-oh!. Una su tutte, quella di Emiliano, un ragazzino biondo, alto per la sua età ma talvolta incredibilmente fastidioso. In quel momento si stava vantando di come aveva vinto contro un altro ragazzino decisamente più piccolo. Quest'ultimo non fu troppo contento dello scherno del suo rivale e si diresse a gran velocità fuori dal negozio. Nella sua fuga urtò Alberto, il padrone del negozio. Un omone alto e robusto, che a primo acchito non vorresti mai incontrare per strada a notte fonda. Alberto sentì appena la spintarella del bambino ma...
Quest'ultimo uscì dal negozio di corsa. Una bicicletta sfrecciava nella via, è stato un attimo, nessuno avrebbe potuto farci nulla. La bicicletta colpì in pieno il ragazzino che finì violentemente contro il muro sbattendo la testa. Il cemento di vicolo Macchiavelli si colorò in fretta di rosso. Una pozza di sangue si formò in men che non si dica. Alberto, che in fondo era un gigante buono, rabbrividì a quella visione mentre il ciclista fuggiva...
Come uscito da uno stato di trans, Alberto rivide il bambino che stava per uscire dal negozio: "Nooooooo!! Fermo lì!!!", esortò. Niente da fare. Il ragazzino era talmente occupato a pensare a quel fastidioso individuo che non sentì nemmeno le parole del negoziante. Una biciclettà sfrecciò in v.Macchiavelli e lo colpì in pieno petto. Il bambino sbattè la testa contro il muro e si accasciò inesorabilmente a terra. Alberto rabbrividì, in quella che per lui era la seconda volta. Solo per lui. Non aveva ben chiaro cosa fosse accaduto ma una cosa era certa: non era il momento di pensarci. Controllò immediatamente le funzioni vitali del malcapitato. Respiro: debole. Battito: debole. Chiamò la polizia e i soccorsi mentre il ciclista era già fuggito da un pezzo. Il ragazzino, nel mentre, senza che nessuno se ne accorse, spirò.
19 Agosto 2053 – 15.30, Nexus Video, Settimo Torinese
"Buongiorno!", disse una cliente abituale della videoteca.
"Buongiorno signora, in cosa posso esserle utile quest'oggi?". "Niente di particolare, Stefano! Ti ho già detto mille volte che puoi darmi del tu cribbio!".
"Deformazione professionale! Comunque, dimmi pure!"
"Mi interessa, se ce l'hai ancora in noleggio, Cado dalle Nubi di Checco Zalone! La prima volta che l'ho visto sono morta dal ridere e questa sera ho in programma una cena tra amici e molti di loro non l'hanno ancora visto!".
"Controllo subito!"
Stefano guardò sul pc se c'era ancora disponibilità e, con le mani ancora sulla tastiera, rispose quasi nell'immediato: "Certamente, puoi andare fuori e prenderlo dalla macchinetta o preferisci prenderlo da qui?". La signora risposte: "Scusa Stefano ma ho lasciato la tessera a casa oggi, non era in programma di passare a quest'ora ma essendo in ritardo non potevo passare prima da casa!". "Ok, non ti preoccupare, ci penso io!". Stefano si adoperò per accontentare una delle sue migliori clienti ma uno strano odore di plastica bruciata distolse la sua attenzione da ciò che stava per fare. Si guardò intorno ma non vide niente che andava a fuoco. Non si preoccupò e continuò il suo lavoro. Prese la copia del DVD richiesto, passato al computer, scontrinato, registrato. "Ok, quando vuoi puoi riportarmelo! Per i clienti abituali come te si può fare qualche strappo alla regola!". "Oh, grazie! Sempre gentile!". La signora, ignara di ciò che sarebbe successo di lì a poco si chiuse la porta dietro di sè e salì in macchina contenta di aver trovato il DVD ancora disponibile. Accese il motore, inserì la prima e abbassò i finestrini. Mentre controllava se arrivavano macchine sentì delle urla provenire dal negozio da cui era appena uscita. Preoccupata si fiondò al suo interno. Una sagoma umana stava bruciando e urlando di dolore. Non capiva da cosa nasceva quel fuoco e prese subito l'estintore e glielo puntò addosso. Niente da fare. Le fiamme prima si affievolivano e poi ricominciavano più forti di prima. Diversi tentativi non hanno fatto che aumentarne l'intensità. Terrorizzata, la signora uscì dal negozio urlando e chiedendo aiuto. Un gruppo di persone lì vicine accorse per capire cosa stava succedendo. Il corpo di Stefano aveva smesso di bruciare. Era immobile e carbonizzato. La signora non poteva crederci. Fino a 5 minuti prima era tutto al suo posto. Ora aveva a che fare con un morto, per di più irriconoscibile. Il DVD era sul sedile del passeggero, lo fissò e pensò a quanto incredibile può essere la vita. Era visibilmente impaurita. Aveva così tanta paura che nemmeno riusciva a versare lacrime. Non se ne capacitava. Dopo una mezz'ora arrivarono i soccorsi che avevano appena ritirato un cadavere poco lontano da lì, quello era il secondo della giornata.
19 Agosto 2053 – 12.30, Settimo Torinese
"Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo. Dal punto di vista matematico molti sistemi possono essere modellizzati con equazioni differenziali alle derivate parziali. Le soluzioni di queste equazioni spesso utilizzano funzioni esponenziali e quindi anche una modesta variazione dei dati in ingresso si ripercuote sulla soluzione con un andamento esponenziale potendo quindi alterare in modo determinante l'andamento del modello in funzione del tempo. La conseguenza pratica dell'effetto farfalla è che i sistemi complessi, come il clima o il mercato azionario, sono difficili da prevedere su una scala di tempo utile. Questo perché ogni modello finito che tenti di simulare un sistema, deve necessariamente eliminare alcune informazioni sulle condizioni iniziali, ad esempio, quando si simula il tempo atmosferico, non è possibile includere anche lo spostamento d'aria causato da ogni singola farfalla. In un sistema caotico, questi errori di approssimazione tendono ad aumentare via via che la simulazione procede nel tempo e, al limite, l'errore residuo nella simulazione supera il risultato stesso. In questi casi, in sostanza, le previsioni di una simulazione non sono più attendibili se spinte oltre una certa soglia di tempo.". Cambiò canale.
"Incredibile...", pensò. "...e se fosse tutto possibile? Ogni minima azione può causare un evento enorme in un futuro. Nulla diventa più prevedibile. Affascinante. Decisamente affascinante.". Fabio era lì disteso sul divano ancora un po' intontito dal delirio di due giorni prima in cui se l'era passata veramente brutta. "Ah! Ma quella è Foce Varano! Al TG?"."Notizia dell'ultimora: ieri sera gravissimo incidente nel Gargano. A Foce Varano, comune di Ischitella, provincia di Foggia, è successo l'impensabile. Un bilico sfreccia a tutta velocità sulla strada che costeggia il mare. Chi era al volante non si è accorto che iniziava un ponte e, in palese stato di ebbrezza, è andato a finire direttamente nel porto coinvolgendo diversi civili nell'incidente. 39 i feriti, 6 i morti. Erano tutte vicine, 6 ragazze: Nadia, Angelica, Ilaria, Rita, Caterina e Micaela. Quest'ultima è stata ritrovata con un paletto di legno conficcato nel petto. Quelle che probabilmente erano le sue amiche giacevano nello stesso punto una vicino all'altra, tutte prive di vita. La scientifica sta ancora analizzando la scena. I funerali si terranno tra due giorni.".
"Ommioddio!! Non ci credo. Non ci voglio credere. Ditemi che non è vero...DITEMELO!". Non sapeva più da che parte girarsi. Quel momento gli ricordò due sere fa. Il delirio. Cominciò a cercare il cellulare in ogni angolo della casa. Non si ricordava dove l'aveva poggiato l'ultima volta. "Eccolo! Trovato! Dai, dai, dai cellulare...forza..." disse ad alta voce. Era solo in casa. Non sapeva cosa pensare. Dispiacere, disperazione, incredulità. Creò un messaggio e digitò:
"Micaela, ciao! Batti un colpo, ho sentito una cosa orrenda al TG, dimmi che non siete voi...per favore...dimmi che non sei tu...per favore...rispondi...un abbraccio..."
19 Agosto 2053 – 12.40, Commissariato S.Severo.
Bip-bip Bip-bip. Un cellulare suonava in una busta degli effetti personali. Un SMS. "La tentazione è forte...", pensò un agente, "...ma non possiamo rispondere, non possiamo. Povere ragazze.". Era tutta la mattina che sentiva suonerie di messaggi attivarsi. Era uno strazio per le orecchie, uno strazio per il cuore, uno strazio per l'anima. Quando vite così giovani vengono spezzate è sempre una tragedia anche per chi non è coinvolto emotivamente. "Alcool, dannato alcool.", si ripetè fra sè e sè l'agente.
"Pronto? Ha già estratto il paletto dal cadavere?", chiese un collega. "Come no? Ma cosa aspettate? Natale? I funerali sono tra due giorni e prima di poter dare i cadaveri alle pompe funebri per metterli nella bara dobbiamo fare altri accertamenti e possibilmente renderli presentabili in tempi brevi. Non fatemi alterare per queste cose, un po' di decenza almeno quando si tratta di ragazzi.". "Agente, venga qua." - "Certo commissario, dica.". "Voglio che quelle ragazze abbiano un meritato riposo prima di questa sera. Mi tenga aggiornato. In più, sistemi gli effetti personali delle ragazze e prepari i pacchetti da spedire alle famiglie. Allega le condolianze da parte di tutto il Commissariato. Non essere troppo indelicato. Solo Dio sa cosa possono provare i parenti di quelle povere ragazze.". "Sicuro commissario, lo reputi fatto." - "Ottimo, buon lavoro, torno sulla scena."
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