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INCONCEIVABLE - CAPITOLO 0, Incipit

Scritto da fabiodj87 on . Posted in Blog Series - Inconceivable

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17 Agosto 2017 – 04.00, poco a Sud di Ginevra.

“Aiuto, aiuto, aiuto…” – Dicevano le grida di sottofondo.
“Ragazzi, siamo nella merda fino ai capelli. Questa volta l’hanno combinata grossa…forza, scappate! Cosa fate ancora qui?!” – “Ma capo…” – “Niente ma! cristo santo! Porta quelle chiappe al sicuro fuori da questa tomba! Io me la caverò…”.
Sapeva che non se la sarebbe cavata, ma era un uomo senza più stimoli: cornificato più volte dalla moglie e con un figlio mezzo delinquente. Amici? Un capo non ha mai amici. Almeno così pensava Francois Deboux, il direttore, ferito accidentalmente ad una gamba durante le mini esplosioni. Furono pochi gli attimi a disposizione ma sufficienti per rivedere tutta la sua vita passargli davanti per terminare in una più grande e fragorosa esplosione.
Erano le 4.00 di notte e a quell’ora pochi poterono vedere quell’enorme fungo in mezzo alle montagne gareggiare, se osservato da Nord, con il Monte Bianco.

17 Agosto 2017 – 13.30, Torino.

“Mamma mamma voglio guardare i cartoni animati!”.
“No piccola, fammi finire di guardare il telegiornale poi guardiamo i cartoni animati insieme! Ok? E’ questione di pochi minuti!”.
Intanto alla TV: "Notizia dell’ultimora: strage questa notte poco a sud di Ginevra. Un aereo contenente materiale infiammabile si è schiantato sulle rovine di una fabbrica abbandonata ormai da anni. Nessun sopravvissuto. Si piangono le morti di 5 aviatori russi che dovevano trasportare del materiale dalla loro centrale a quella di Bugey. Con questa notizia termina questa edizione del TG5, ci si rivede per l’edizione della sera, caldi saluti e buona giornata a tutti gli ascoltatori.".
“Ecco mamma, ora è finito, posso cambiare?”
“Va bene Melissa, cambia!”.

17 Agosto 2017 – 13.35, ex ufficio di Sarkozy.

“Presidente, la notizia è stata data al popolo nazionale e internazionale.”
“Ho sentito il telegiornale.”, rispose il Presidente.
“Presidente, mi permetta, questa volta stiamo tirando troppo la corda, non sarebbe il caso di dire, almeno in parte, la verità?”
“Ma non dire idiozie per piacere, se qualcuno dovesse venire a sapere cosa realmente è successo, la Francia si ritroverebbe col culo per terra. Piuttosto, invece che fantasticare, assicurati che nessuno sia sopravvissuto. Se non fosse così, sai cosa fare.”
“Non condivido la sua scelta ma ho firmato un contratto quando ho deciso di lavorare per lei, purtroppo. Lo consideri fatto.”
“Sappia che se anche verrà fuori solo una leggera piccola e insignificante vocina di corridoio sulla realtà dei fatti, beh, si consideri licenziato. E si fidi, il licenziamento sarà la parte indolore.”

17 Agosto 2053 – 21.25, Settimo Torinese.

“Cazzo Meli, non so più che fare, cerca di fare presto, non ho la più pallida idea di cosa stia succedendo. Continua a delirare, delirare, delirare. Non smette di dire cose senza senso! Ha la fronte che scotta come non era mai successo. Il termometro non riesce a dare un risultato, quello a mercurio si è rotto…cazzo Meli…non ho più idee…è 5 minuti che va avanti così…” – “Dai Andrea, stai calmo, la linea è disturbata, massimo un quarto d’ora e arrivo.”

18 Agosto 2053 – 12.25, in un bar qualunque, Torino.

"Ieri sera strano Black-Out che ha colpito Torino e dintorni. Le centrali elettriche non hanno trovato errori di funzionamento nelle loro registrazioni e non sanno spiegare il fenomeno che ha spento la luce su almeno un milione e mezzo di persone dalle 21.20 alle 21.35 di ieri sera.".

Un cliente abituale con un cenno del dito sul telecomando spegne la tv borbottando “Bah, solite puttanate. Ci spillano i soldi e non riescono a dare un servizio come si deve. Chissà se moriremo prima di fame causa bollette o facciamo in tempo a crepare fulminati…” e dal fondo del bar arriva una voce: “Eddai Dani, mamma mia quanto sei negativo…” – “Negativo un par de palle! Ma lo vedi come ci prendono per scemi? Pensano che crediamo a questo tipo di panzanate! Come se io di punto in bianco potessi alzare un tavolo e scaraventarlo fuori dal bar con sole due dita…”. Rumore di vetri rotti e poi il silenzio calò su un bar qualunque. Increduli osservavano. Anche Danilo osservava, incredulo.