STORMBLADE - CAPITOLO PRIMO
JAMES DRAKE
Sabbia, arsura e sete. Il sole cocente si staglia dietro le dune, iniziando a far la sua comparsa e tingendo di un arancione infuocato la sabbia. Oramai sono giorni che arranco nel deserto e le mie provviste iniziano a scarseggiare, lasciando la mia sacca sempre più vuota. Eroi, questa maledizione è causa loro. Eroi, patetici burattini della Gilda. E poi cosa significa essere un eroe? Sacrificare se stesso pur di proteggere il bene comune? Nei miei vent’anni di vita mi hanno chiamato in molti modi: ladro, mercenario, truffatore ma sicuro non sono mai stato etichettato come “eroe”, fortunatamente. Eppure, adesso, mi ritrovo ad arrancare nell’inferno per espiare le mie colpe proprio per a causa loro. Basta. Sto iniziando a farneticare, il sole mi sta dando alla testa. Le labbra mi si stanno spaccando, in questo momento cupo anche gli dei mi hanno abbandonato. Il sudore gronda dalla mia fronte mentre cerco di inspirare un po’ di aria. Come per vendetta però l’aria è bollente come l’olio caldo. Dannazione, mi sembra di aver bevuto un bicchiere colmo di acqua e sale. La vista mi si sta annebbiando ma non posso smettere di camminare anche se i miei stivali continuano a sprofondare nella sabbia ad ogni passo. Mi trascino ancora, stremato. Vorrei disfarmi dei miei bagagli, gettare via le due daghe che porto legate sulla schiena ma non posso farlo. Dicono che nelle armi del guerriero venga custodita parte della sua anima. Probabilmente non ne ho nemmeno più una ma perché rischiare? Sorrido sarcastico e socchiudo gli occhi per evitare che i raggi del sole mi accechino. In lontananza mi sembra di scorgere qualcosa. Un accampamento? Possibile? Qui nel mezzo del nulla? Cerco di mettere a fuoco ma crollo a terra, abbracciato dai granelli di sabbia, il volto a contatto con quel fuoco incandescente. Si, è un accampamento. Come a deridermi, però, le forze mi hanno abbandonato definitivamente. Il buio.



